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Product Labels & Packaging Design

Le etichette dei prodotti e il packaging design portano con sè una grande responsabilità. Devono sapersi imporre tra i lungi scaffali in pochi secondi. Spesso basta un rapido sgurado a decidere se qualcosa viene compreso o se scompare nel mucchio, se la mano lo afferra o se continua a cercare. In fase di progettatione emergono diversi livelli: dove si trova il prodotto? In alto, in basso, al centro o da qualche parte ai margini? Cosa succede accanto ad esso? Quanto è “rumoroso” o silenzioso il prodotto? Riesce a restare impresso nella mente, anche quando qualcuno è in realtà alla ricerca di qualcos’altro?

Presso la Farmacia Dobbiaco, nel corso degli anni, si è sviluppato un vasto universo di prodotti. Pomate, articoli per la cura del corpo, integratori: ognuno con un suo senso e nato da un’esigenza concreta. Ne è derivato un sistema che continua a cresere constantemente.

Finchè i prodotti sono familiari a una persona, la varietà non risulta necessariamente scoraggiante. Solo guardando da lontano emerge ciò che manca: la coesione.

Più l’assortimento si amplia, meno il singolo prodotto riesce a fungere da punto di orientamento. Ciò che conta è l’interazione: sie capisce al volo cosa si sta afferrando? Come si relazionano i prodotti tra loro`Stano solo un accanto all’altro, come due vecchi conoscenti?

Per FD Dolomites, questo è stato esattamente il punto di partenza. Non ci siamo chiesti solo quale aspetto dovesse avere una singola etichetta, ma come trasformate un universo di prodotti stratificato in un insieme leggibile.

Dove sono i collegamenti naturali che finora hanno funzionato solo implicitamente? Come si può sviluppare da questi un ordine che si spieghi da sè?

Volevamo evitare di cadere nel clichè. La riduzione, quindi, non è stata una scelta stilistica, ma una froma di disciplina. Proprio in ambito medico, il design scivola spesso verso una freddezza eccessiva o, al contrario, appare troppo “amichevole”. Abbiamo cercato un linguaggio visvo che rimanesse pacato, ma al contempo preciso, capace di invitare all’acquisto.

È proprio qui che il colore funge da principio ordinatore. Separa, unisce, guida e alleggerisce. I sistemi cromatici fungono da punti di riferimento ancor prima che il linguaggio entri in gioco. In un assortimento così ampio, il colore diventa quasi una forma di navigazione autonoma.

Tuttavia, non tutto deve avere la stessa tonalità. All’interno di grandi universi di prodotti si creano sempre delle densità: aree che necessitano di un diverso tipo di “peso” o di immediatezza. Come la linea nera all’Arnica di FD Dolomites. Questa linea pone un accento, pur rimanendo parte del tutto. I sistemi di etichettatura e packaging devono poter crescere: è allora che il design inizia a essere qualcosa di più di una semplice superficie.

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